“Un Progetto Su Misura”: la formazione continua come leva per il futuro delle persone e delle imprese

“Un Progetto Su Misura”: la formazione continua come leva per il futuro delle persone e delle imprese

16/06/2026

MILANO – Una formazione capace di accompagnare le persone lungo tutto l’arco della vita lavorativa, valorizzandone il talento e sostenendo la competitività delle imprese. È questo il filo conduttore di “Un Progetto Su Misura – La formazione che veste la tua impresa”, l’evento promosso da CIOFS-FP ETS Nazionale insieme a CIOFS-FP Lombardia, con il patrocinio di In Rete con le Salesiane.

L’iniziativa ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra istituzioni, imprese, parti sociali, Fondimpresa ed enti di formazione per approfondire il ruolo della formazione continua nel contesto delle profonde trasformazioni che stanno interessando il mercato del lavoro.

Comprendere lo “spirito del tempo”

A introdurre e moderare i lavori è stato Gianni Bocchieri, Presidente del Comitato Tecnico Scientifico del CIOFS-FP ETS, che ha offerto una chiave di lettura dell’intero evento, collocando il tema della formazione continua all’interno delle trasformazioni che stanno interessando il mercato del lavoro e le politiche attive.

Bocchieri ha ricordato come il CIOFS-FP abbia progressivamente ampliato il proprio raggio d’azione: dalla formazione professionale iniziale dei giovani alle politiche attive del lavoro, fino ad arrivare oggi alla formazione continua dei lavoratori in costanza di rapporto di lavoro.

«Abbiamo cercato di affrontare questa nuova sfida con un metodo. Un metodo che parte dalla realtà e dalla capacità di leggere i cambiamenti in atto. Ogni organizzazione educativa ha bisogno di comprendere lo spirito del tempo e di interpretarlo per rispondere ai bisogni delle persone e delle imprese», ha affermato.

Richiamando il concetto tedesco di Zeitgeist, lo “spirito del tempo”, Bocchieri ha sottolineato come la formazione sia oggi chiamata ad accompagnare le persone in tutte le fasi della vita professionale: dalla preparazione all’ingresso nel mondo del lavoro, fino all’aggiornamento continuo delle competenze e alla gestione delle transizioni occupazionali.

Un intervento che ha fornito la cornice entro cui si sono sviluppati tutti i contributi successivi della giornata, mettendo in evidenza il ruolo della formazione come strumento di crescita, inclusione, competitività e prevenzione della disoccupazione.

La persona al centro: il contributo di Suor Manuela Robazza e Suor Gemma Paganini

Ad aprire ufficialmente i lavori sono state Suor Manuela Robazza, Presidente Nazionale CIOFS-FP ETS, e Suor Gemma Paganini, Presidente CIOFS-FP Lombardia, che hanno richiamato il valore della formazione come strumento di crescita integrale della persona.

«Come CIOFS-FP siamo chiamati a portare il nostro carisma educativo anche nella formazione continua, mettendo al centro la persona, il lavoro e la possibilità di costruire percorsi che aiutino ciascuno a esprimere pienamente il proprio talento», ha affermato Suor Manuela Robazza, sottolineando come l’esperienza maturata nella formazione professionale dei giovani rappresenti oggi una solida base per accompagnare anche lavoratori e imprese nei processi di crescita e cambiamento.

Nel loro intervento è emersa con forza la visione educativa salesiana, che considera la formazione non soltanto come trasmissione di competenze tecniche, ma come accompagnamento delle persone nella costruzione del proprio progetto di vita e professionale.

Come ha ricordato Suor Gemma, «formare significa accendere fuochi, non riempire secchi», valorizzando quel potenziale di crescita che ogni persona porta con sé e che attende di essere riconosciuto e accompagnato.

La formazione, nello stile salesiano, diventa così relazione, ascolto, fiducia e accompagnamento. Un processo che unisce competenza tecnica e attenzione alla persona, mettendo al centro il lavoro come espressione di dignità, realizzazione e partecipazione alla vita della comunità.

I dati ISTAT: la formazione come risposta alle sfide demografiche

Il quadro dei cambiamenti in atto è stato illustrato da Cinzia Castagnaro, ricercatrice senior ISTAT e docente di Demografia e Statistica.

Partendo dai dati dell’ultimo Rapporto Annuale ISTAT, Castagnaro ha evidenziato come l’Italia stia vivendo una fase caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da una riduzione della forza lavoro disponibile.

Gli occupati con più di 50 anni rappresentano oggi una quota sempre più significativa del totale e l’età media degli occupati continua ad aumentare. Parallelamente cresce il livello di istruzione delle generazioni mature e si rafforza la necessità di investire sulle competenze lungo tutto l’arco della vita professionale.

«Non siamo condannati al declino della forza lavoro, ma dobbiamo scegliere di valorizzare il capitale umano di cui disponiamo», ha affermato la ricercatrice, evidenziando come la formazione continua rappresenti una risposta strutturale alle trasformazioni demografiche, economiche e sociali in atto.

Secondo Castagnaro, la formazione continua non può più essere considerata un’attività residuale, ma una leva strategica per sostenere occupabilità, innovazione e produttività.

La formazione come abito sartoriale: l’intervento di Andrea Simoncini

Uno degli interventi più apprezzati della giornata è stato quello di Andrea Simoncini, del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ha utilizzato la metafora della sartoria per descrivere la formazione del futuro.

Partendo dal concetto di “stoffa”, Simoncini ha richiamato il valore del talento individuale come elemento distintivo di ogni persona.

«La formazione non può più essere vista soltanto come una misura compensativa, ma come una leva strutturale per affrontare le grandi transizioni del nostro tempo», ha affermato.

Attraverso immagini evocative come il cartamodello, il centimetro, le forbici, l’ago e il filo, Simoncini ha descritto un sistema formativo sempre più personalizzato, capace di partire dai bisogni delle persone e delle imprese per costruire percorsi di crescita realmente efficaci.

Particolarmente significativo il richiamo al tema del talento, inteso come patrimonio unico di ogni individuo, che la formazione deve saper riconoscere e valorizzare attraverso percorsi costruiti su misura.

La formazione che genera cambiamento

Suor Silvana Rasello, Presidente di CIOFS-FP Piemonte, ha posto l’accento sul valore della formazione come processo di trasformazione che coinvolge persone, organizzazioni e territori.

La formazione, ha spiegato, produce risultati quando nasce da un confronto autentico tra impresa e lavoratori, quando gli obiettivi sono condivisi e quando esiste una reale attenzione agli impatti che essa genera.

«La formazione cambia le persone, cambia le imprese e cambia i territori», ha sottolineato, evidenziando come il successo di un percorso formativo dipenda dalla capacità di creare relazioni, favorire la partecipazione e costruire contesti in cui le competenze possano tradursi in innovazione e sviluppo.

Le esperienze di Lombardia ed Emilia-Romagna

Importanti anche i contributi portati da CIOFS-FP Lombardia e CIOFS-FP Emilia-Romagna, che hanno raccontato le esperienze maturate nel rapporto con le imprese e nella costruzione di percorsi personalizzati.

Dal confronto è emersa la centralità dell’ascolto dei fabbisogni aziendali, della progettazione condivisa e della capacità di costruire reti territoriali efficaci.

Particolarmente significativa la metafora delle “tre cordicelle” proposta da CIOFS-FP Emilia-Romagna: persone, imprese e servizio pubblico. Tre elementi che, intrecciati tra loro, diventano una forza capace di generare opportunità, inclusione e sviluppo.

Una visione che richiama pienamente il ruolo del CIOFS-FP come soggetto capace di mettere in relazione mondi diversi e costruire percorsi di crescita condivisa.

Imprese e parti sociali: investire nelle competenze

Il confronto con il mondo delle imprese e delle parti sociali ha evidenziato come la formazione continua rappresenti oggi una delle principali leve di sviluppo economico e sociale.

Ilaria Pozzoli, Responsabile Capitale Umano e Lavoro di Confindustria Lombardia, ha sottolineato il grande potenziale ancora inespresso della formazione continua, richiamando la necessità di accompagnare le imprese verso competenze sempre più adeguate alle sfide del futuro.

Secondo Pozzoli, il compito delle istituzioni e degli attori del sistema è favorire l’incontro tra i fabbisogni delle imprese e le opportunità offerte dai percorsi formativi, promuovendo una cultura dell’apprendimento permanente.

Innocenzo Mesagna, Segretario CISL Lombardia e Vicepresidente Fondimpresa AT Lombardia, ha invece posto l’accento sul ruolo della formazione come strumento di tutela e valorizzazione delle persone.

«La formazione deve diventare sempre più una priorità e un diritto delle lavoratrici e dei lavoratori», ha affermato, evidenziando la necessità di rafforzare la cultura della formazione continua all’interno delle organizzazioni e delle relazioni industriali.

Elvio Mauri: costruire alleanze per creare opportunità

A chiudere i lavori è stato Elvio Mauri, Direttore Generale di Fondimpresa, che ha ribadito il valore della collaborazione tra imprese, enti formativi, istituzioni e parti sociali.

Attraverso esempi concreti di percorsi realizzati grazie alla collaborazione tra diversi soggetti, Mauri ha mostrato come la formazione possa tradursi in nuove opportunità occupazionali e in percorsi di crescita professionale realmente efficaci.

«La formazione per piacere ai giovani deve essere vera», ha affermato, sottolineando l’importanza di costruire esperienze formative credibili, concrete e strettamente collegate ai bisogni reali del mondo del lavoro.

Secondo Mauri, il futuro richiederà sempre più capacità di collaborazione e la costruzione di alleanze territoriali in grado di accompagnare imprese e lavoratori nelle trasformazioni che attendono il sistema produttivo.

Un progetto davvero “su misura”

A fare da filo conduttore dell’intera giornata è stata la convinzione che la formazione continua non possa essere standardizzata.

Come un abito sartoriale, deve essere progettata ascoltando le persone, comprendendo i bisogni delle imprese e costruendo percorsi personalizzati, capaci di valorizzare il talento e accompagnare il cambiamento.

Un messaggio che il CIOFS-FP porta avanti con coerenza, mettendo a disposizione la propria esperienza educativa e professionale per contribuire alla crescita delle persone, delle organizzazioni e dei territori.

Perché il futuro del lavoro si costruisce attraverso le competenze, ma soprattutto attraverso la capacità di accompagnare ogni persona nel proprio percorso di sviluppo, con uno sguardo attento al valore umano che rende ogni esperienza davvero unica e “su misura”.

▶Rivivi l’evento

Guarda la registrazione completa di “Un Progetto Su Misura – La formazione che veste la tua impresa”.

Video di apertura

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