Dal 38° Seminario Europa un’agenda per il futuro della IeFP

Dal 38° Seminario Europa un’agenda per il futuro della IeFP

20/10/2026

Oltre 160 partecipanti tra Frascati e Roma per due giornate di analisi e confronto. Al centro giovani, pari dignità dei percorsi, risorse stabili e partecipazione alle scelte nazionali ed europee.

Riconoscere il valore di ogni giovane e tradurre questa responsabilità in scelte educative, investimenti e politiche capaci di durare. È la prospettiva emersa dal 38° Seminario Europa promosso da CIOFS-FP ETS, dal titolo “La IeFP del futuro: un’agenda per la prossima legislatura”, che il 15 e 16 ottobre 2026 ha riunito oltre 160 partecipanti a Villa Tuscolana, a Frascati, e al Centro Congressi Cavour di Roma.

Due giornate che hanno intrecciato dati, esperienze e proposte, mettendo in dialogo ricerca, istituzioni, Regioni, politica e mondo del lavoro. Gianni Bocchieri ha accompagnato il confronto nelle due giornate, affiancato, per parte dei lavori del 16 ottobre, da Concita De Luca, che ha contribuito alla conduzione e al dialogo con i relatori.

Una convinzione ha attraversato il Seminario: la pari dignità dell’istruzione e formazione professionale riguarda direttamente i ragazzi e le ragazze che la scelgono. Garantire percorsi di qualità significa riconoscere talenti diversi e offrire a ciascuno strumenti per costruire autonomia, cittadinanza e un progetto di vita.

Il 15 ottobre i dati per comprendere il cambiamento

La prima giornata, moderata da Gianni Bocchieri, ha costruito le basi dell’agenda attraverso l’analisi del contesto demografico, del mercato del lavoro e della condizione giovanile. Il contributo di Cinzia Castagnaro, dell’ISTAT, ha richiamato gli effetti dell’invecchiamento della popolazione e della riduzione delle nuove generazioni: trasformazioni che rendono ancora più importante valorizzare le capacità di ogni giovane e rafforzare le opportunità formative.

Emmanuele Crispolti, dell’INAPP, ha presentato un sistema che nell’anno formativo 2024–2025 conta 193.396 iscritti ai percorsi IeFP dal primo al quarto anno, l’82,5% dei quali presso istituzioni formative accreditate. La lettura dei dati ha evidenziato il bisogno di ampliare l’offerta, ridurre i divari territoriali e aggiornare i profili professionali, anche attraverso un coinvolgimento delle imprese nell’analisi dei fabbisogni, nella progettazione e nella valutazione.

Il contributo di Riccardo Cuomo, di Unioncamere, ha mostrato la dimensione della domanda produttiva: secondo i dati Excelsior 2025 illustrati al Seminario, circa 2,3 milioni di entrate lavorative programmate dalle imprese riguardano persone con qualifica o diploma professionale, pari al 39,6% del totale. Nel complesso delle 5,8 milioni di entrate programmate, il 47% risulta difficile da reperire. Una domanda che rende urgente migliorare il raccordo tra formazione, orientamento e lavoro.

Dionigi Gianola ha approfondito il fenomeno dei NEET, richiamando la pluralità delle condizioni che possono allontanare dallo studio e dall’occupazione. Responsabilità di cura, scoraggiamento, ostacoli sociali e territoriali richiedono risposte differenziate. L’orientamento, le reti di prossimità e le politiche attive sono stati indicati come strumenti per riconoscere questi bisogni e riaprire possibilità.

Le analisi di Valentina Ferri, dell’INAPP, sull’intelligenza artificiale e sulla robotica hanno affrontato il cambiamento delle professioni, distinguendo esposizione tecnologica, opportunità e rischi. Marco Muzzarelli ha riportato l’attenzione sulla dimensione relazionale della crescita, sottolineando il ruolo degli adulti nell’accompagnare l’incertezza e aiutare i giovani a orientarsi in una realtà complessa.

Consolidare il sistema e preparare la programmazione europea

Il confronto sui punti di arrivo e di ripartenza della IeFP ha intrecciato qualità educativa, governance e sostenibilità. Andrea Simoncini ha richiamato i risultati del sistema duale e la necessità di consolidarli, ampliare gli ambiti professionali e raggiungere nuovi destinatari. Giulio Maria Salerno ha approfondito le questioni normative e finanziarie, evidenziando il bisogno di una governance unitaria e strategica tra Stato e Regioni. Simone Cappelli ha richiamato l’importanza di collegare scuole, servizi per l’impiego ed enti formativi, evitando che i giovani si perdano nei tempi di passaggio tra un’esperienza e l’altra.

La prospettiva europea è stata approfondita da Roberto Trainito e Marianna D’Angelo, con attenzione al quadro finanziario 2028–2034, alle proposte in discussione e alle lezioni del PNRR. Dal confronto è emersa la necessità di preparare per tempo la programmazione, tutelare la dimensione sociale e territoriale degli interventi e misurare, insieme alle attività realizzate, gli effetti sulle persone e la continuità dei servizi.

Alfonso Balsamo, Silvia Ciuffini e Vincenzo Silvestri hanno portato il contributo del mondo del lavoro. Tra i temi emersi, il rafforzamento delle alleanze con le imprese, il valore dell’artigianato contemporaneo, l’apprendistato, la continuità verso gli ITS Academy e l’accompagnamento nelle transizioni professionali. La qualità delle politiche attive richiede di seguire gli esiti nel tempo e di rendere più visibili le opportunità della formazione a giovani e famiglie.

La visita al Borgo Laudato Si’, a Castel Gandolfo, ha concluso la giornata con un’esperienza di incontro e condivisione. La bellezza dei giardini, il tramonto e la cena hanno offerto alla comunità del Seminario un tempo per coltivare relazioni e ritrovare, anche fuori dalla sala, il senso del cammino comune.

Il 16 ottobre il confronto con istituzioni e Regioni

La seconda giornata ha portato le analisi al centro del dialogo politico e istituzionale. Suor Novella Gigli ha richiamato il ruolo dei centri come luoghi di crescita, inclusione e coesione sociale. Nicola Zingaretti ha posto l’accento sulla dignità della persona nelle trasformazioni digitali e sulla partecipazione dei territori alle scelte europee. Massimiliano Smeriglio e Daniele Parrucci hanno valorizzato la funzione educativa della formazione professionale e il rapporto con le comunità locali. Stefano Cardillo ha portato il messaggio dell’assessore Calvi, dedicato al legame tra competenze, imprese e sviluppo del Lazio.

Roberto Ricci, dell’INVALSI, ha invitato a superare lo stigma dei percorsi considerati di secondo piano, garantendo a tutti solide competenze fondamentali e strumenti di valutazione capaci di valorizzare le specificità formative. I messaggi della ministra Marina Calderone e del ministro Tommaso Foti hanno richiamato il ruolo strategico della formazione, del sistema duale e dell’apprendimento permanente, insieme al raccordo tra politiche educative, occupazione e futura programmazione europea.

Le esperienze regionali hanno fatto emergere esigenze convergenti. Roberto Di Baggio, per il Molise, ha chiesto una programmazione stabile e pluriennale; Simona Tironi, per la Lombardia, ha richiamato il valore del capitale umano, dei formatori e dell’intelligenza pratica; Alberto Lenzi, per la Toscana, ha sottolineato il coordinamento tra Regioni e la necessità di risposte costruite sui bisogni dei singoli territori. Risorse certe, tempi affidabili e collaborazione con le parti sociali sono condizioni per dare continuità alle opportunità.

Zuppi la responsabilità di cercare e accompagnare

Il cardinale Matteo Maria Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha espresso gratitudine e vicinanza della Chiesa italiana al mondo della formazione professionale, richiamando la responsabilità del “noi”. Nel riferimento a Don Bosco e all’educazione come “cosa di cuore”, ha riconosciuto il valore di una presenza educativa che sa cercare i talenti, generare fiducia e accompagnare la crescita integrale della persona.

Il suo invito ad “andare a cercare” chi rischia di restare escluso ha esteso lo sguardo ai giovani che non studiano e non lavorano e agli adulti inattivi. Reti sociali e politiche attive possono riaprire possibilità, ma hanno bisogno di stabilità, finanziamenti adeguati e condizioni che custodiscano l’esperienza dei formatori. “Far sentire amati” diventa così un impegno educativo concreto, capace di restituire speranza e partecipazione.

Donazzan rendere visibile il valore della formazione

L’europarlamentare Elena Donazzan ha richiamato la responsabilità di raccontare e mostrare alla politica ciò che i centri costruiscono ogni giorno: “Non stanchiamoci mai di raccontare il bello che noi siamo”. L’esperienza veneta dell’iniziativa “adottiamo un consigliere regionale”, attraverso visite e incontri nei centri, ha illustrato come la conoscenza diretta possa superare pregiudizi e costruire riconoscimento.

Nel ragionamento sulla futura programmazione europea, Donazzan ha valorizzato la parola “accompagnamento”, intesa come sostegno alla capacità delle persone di diventare protagoniste del proprio percorso. Ha inoltre sottolineato il ruolo delle Regioni, il radicamento territoriale e l’alleanza con le imprese, chiedendo che l’esperienza di chi realizza la formazione contribuisca a orientare le decisioni.

Pari dignità orientamento e opportunità in tutti i territori

Nel confronto politico, Valentina Aprea ha rivendicato l’identità educativa della IeFP regionale e il suo contributo alla manifattura e al Made in Italy, richiamando la necessità di riconoscere tutti i talenti. Nunzia Catalfo ha insistito sull’investimento nel capitale umano, sulla certezza delle risorse e sulla continuità della presa in carico, collegando scuole, Comuni e Terzo settore.

Simona Malpezzi ha posto al centro un orientamento precoce, già dalla scuola primaria, e il diritto di scegliere consapevolmente: “Non esistono percorsi secondari”. La IeFP è stata riconosciuta come luogo in cui costruire un progetto di vita e trovare se stessi. Da qui la richiesta di un linguaggio e di norme che ne riconoscano pienamente l’appartenenza al sistema nazionale di istruzione, mettendo al centro lo sviluppo della persona.

Un impegno da portare nei centri e nelle scelte pubbliche

Nella sintesi di don Giuliano Giacomazzi, la richiesta di pari dignità è tornata ai suoi destinatari: “Non la chiediamo per noi, la chiediamo per loro”. La proposta di ampliare decisamente la platea della IeFP si è accompagnata all’invito a rafforzare i laboratori, sostenere le imprese nella loro funzione formativa e coinvolgere gli enti nelle scelte nazionali ed europee. “È l’Italia che ha bisogno della IeFP” riassume il legame tra opportunità educative e futuro del Paese.

Nelle conclusioni, suor Manuela Robazza ha richiamato l’esperienza di una comunità educante capace di ascoltare, condividere visioni e rimettersi in cammino. Il riferimento alla canzone “Il talento ha il vento contro” ha introdotto una riflessione sull’incompletezza come apertura alla ricerca e alla crescita. Il richiamo evangelico a non avere paura ha ribadito il valore dei giovani affidati alla cura degli educatori.

L’invito finale è stato a far seguire alle giornate del Seminario un cambiamento nelle pratiche quotidiane: ciascuno può contribuire a “togliere il velo dell’invisibilità dalla IeFP”. È il compito che il 38° Seminario Europa consegna alla rete: dare continuità al confronto, rendere riconoscibile il valore della formazione e trasformare le proposte in opportunità affidabili per le persone, le imprese e i territori.

Guarda la diretta- 15 ottobre 

Guarda la diretta – 16 ottobre 

Cerca all'interno del sito