“Tottus Impari”

“Tottus Impari”

Significa “TUTTI INSIEME” in sardo. Si tratta di un progetto della Regione Sardegna, all’interno dell’Avviso “Cumentzu” (altra parola sarda che significa “Inizio”) – Servizi integrati per il rafforzamento delle competenze e l’inclusione attiva degli immigrati.
Prima di Natale, all’interno dello stesso progetto, si è svolto presso il Ciofs-fp di Cagliari il laboratorio e cooking class sulla cucina sardo-mediterranea (Coendi) a cura di Alessandra Guigoni e Valentina Aru di cui si può vedere il bellissimo video cliccando qui. Il 7 gennaio si è svolto il Laboratorio Memoria Culturale come identità collettiva, curato dall’archeologo Roberto Sirigu (guarda il video). Il 16 gennaio prossimo verrà inaugurato un grande murales dal titolo “Todomondo”. Riportiamo l’articolo del giornale on line Cagliari post.
Presso il CIOFS – FP Sardegna, si inaugura il murale “Todomondo”, un intervento realizzato nell’ambito del Laboratorio “Murales metropolitani” e finalizzato all’inclusione del Progetto “Tottus impari”. “Todomondo” è un murale realizzato dagli allievi del Progetto “Tottus impari”, nel corso del laboratorio “Murales metropolitani” curato dall’esperto muralista sangavinese Riccardo Pinna, Presidente dell’Associazione Skizzo che da anni promuove l’arte di strada.
Il laboratorio rientra tra gli interventi di inclusione previsti dal Progetto del CIOFS-FP Sardegna, in risposta all’Avviso Cumentzu, finanziato con il PROGRAMMA OPERATIVO REGIONALE FSE 2014 – 2020.
L’evento di inaugurazione del murale, obiettivo finale del laboratorio si svolgerà giovedì, 16 gennaio 2020 alle 11.30, presso il CIOFS FP Sardegna, Via XXVIII febbrai, 21 a Cagliari. Un “dono” alla popolazione e alla città da parte del gruppo di immigrati, allievi del Progetto, che con questo gesto intendono dimostrare il loro senso di appartenenza alla comunità.
L’opera risulta una texture urbana che richiama nelle forme la tecnica dei batik; racconta la storia dei ragazzi, provenienti da diversi Paesi dell’Africa e dal Bangladesh: cerchi come simbolo di movimento, quadrati che esprimono la ricerca di staticità ed equilibrio, linee che rappresentano le strade percorse e da percorrere e i triangoli sono la metafora delle salite e delle discese che affrontano quotidianamente.
Un patchwork collettivo che riflette i colori del mondo visto dall’alto: il bianco dei ghiacci, il giallo della sabbia, il marrone della terra, il verde della vegetazione e l’azzurro del mare.
L’accostamento sempre diverso di questi semplici elementi dà vita a combinazioni originali e creative e a un insieme variegato e multicolore che rappresenta il nostro modo di interagire e conoscerci all’insegna della cultura, dell’arte e della collaborazione.
Il murale, lungo 35 metri, è stato realizzato su una parete esterna dell’Istituto Maria Ausiliatrice di Cagliari, a contatto con gli studenti delle scuole vicine e sotto gli occhi dei passanti incuriositi che hanno visto crescere quest’opera d’arte, ammirandola e fermandosi per condividere impressioni e complimenti.
Sani è fiero dell’impatto che la sua opera ha sull’arredo urbano; viene dal Niger e qui in Sardegna cerca un futuro migliore. Omar di origine gambiana, musicista, afferma deciso “noi siamo artisti, cambiamo il mondo!”. Djiedi viene dal Mali, serio e silenzioso, ha lavorato sodo. Alieu, originario del Gambia e Umar del Guinea-Bissau, i due giganti, senza bisogno di scale hanno raggiunto le parti più alte della parete. Omar, gambiano, non si è perso in chiacchiere e ha messo a frutto nell’opera le sue qualità artistiche. Buba, giovanissimo, proviene dal Senegal, sogna di diventare un calciatore. Masud, è il più piccolo del gruppo; ha fatto un lungo viaggio dal Bangladesh e abbiamo scoperto che ha una predilezione per il colore verde. Chaka preciso e mite, proviene dal Mali, ha curato i dettagli dell’opera.
Insieme ai volontari dell’Associazione sangavinese Skizzo (Paolo, Stefano, Mamblo e Alveno) che hanno dato supporto ai ragazzi, hanno creato una squadra allegra e affiatata.
“L’obiettivo del laboratorio è stato raggiunto – afferma Anna Locci, Presidente CIOFS-FP Sardegna – I ragazzi hanno partecipato con grande entusiasmo, sono orgogliosi dell’opera realizzata e del cambiamento che l’arte può determinare in un ambiente urbano. Si sono sentiti cittadini attivi e impegnati nella cura della città, hanno lasciato un bel segno nella comunità che li accoglie e hanno accresciuto il loro senso di appartenenza”.