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La Proposta si rivolge a La nostra Proposta per il sistema dell’Istruzione e Formazione Professionale, nata in occasione dei lavori della XV edizione del Seminario Europa, promosso dal CIOFS-FP in collaborazione con CONFAP e FORMA, vuole favorire il dialogo tra i vari attori che concorrono alla governance di questo nuovo sistema. Si caratterizza contemporaneamente come “strumento di lavoro” per chi, a livello locale e regionale, si misura concretamente con le sperimentazioni già promosse e con quelle avviate dai protocolli d’intesa stilati di recente. Nell’ambito del II ciclo, l’IeFP è l’unico canale in sperimentazione già dal 2002 e oggetto nell’ultimo anno di un approfondito dibattito. L’emanazione prossima di decreti attuativi e di regolamenti che concorreranno a definire le caratteristiche del canale d’Istruzione e Formazione Professionale costituisce una tappa saliente del dialogo tra MIUR, MLPS, Regioni, scuole, studenti, famiglie e mondo del lavoro e sistema dell’IeFP. La Proposta presenta alcune linee fondamentali per costruire questo canale e per definire in esso il ruolo della formazione professionale. Si pone quindi, in dialogo con gli estensori del decreto e vuole contribuire a definire uno spazio specifico per la FP. Attraverso attività di studio e ricerca, sperimentazioni e dibattiti, CONFAP e FORMA stanno lavorando per elaborare alcuni temi. 1. Ruoli della FP e della scuola nel secondo canale. Configurazione del sistema di IeFP a livello regionale. 2. Confrontabilità tra scuola e CFP (finanziamenti, tempi, certezza dell’offerta formativa per partecipare alla fase di orientamento al termine della scuola media...). 3. Elementi essenziali per rendere comparabili i ventuno sistemi regionali/provinciali di FP, fermo restando la potestà di legislazione esclusiva in capo alle Regioni per quanto attiene l’IeFP. 4. Orientamento come processo che caratterizza il canale dell’IeFP. 5. Sviluppo verticale del percorso e interscambiabilità di scuola e FP come soggetti che erogano il servizio. 6. Definizione dei “livelli essenziali” e individuazione degli standard minimi di qualifica valevoli sul territorio nazionale. Compiti che rimangono di pertinenza del governo nazionale (MIUR, MLPS). 7. Possibilità di partecipare alla governance per: CFP, scuole, famiglie e mondo del lavoro. 8. Natura giuridica del CFP nel sistema IeFP [1] . I NUOVI PERCORSI DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE PROFESSIONALE I percorsi di Istruzione e Formazione Professionale presentano carattere graduale e continuo, sono dotati di pari dignità culturale ed educativa rispetto a quelli liceali ed inoltre, presentano una precisa fisionomia istituzionale (cfr. L. 53/2003). Il sistema di offerta delinea un percorso formativo progressivo, che consente alla persona di avanzare nel proprio cammino procedendo per livelli successivi di intervento/comprensione della realtà, secondo il principio del successo formativo, seguendo tre tappe tipiche, corrispondenti ad altrettanti titoli: qualifica, diploma di formazione, diploma di formazione tecnica superiore. In tale disegno si innesta la specializzazione, conseguente ai tre titoli indicati e in ottica di formazione continua e permanente. Il sistema d’Istruzione e Formazione Professionale. Le nostre proposte Da più parti si sostiene l’importanza della formazione professionale non soltanto come prassi mirante alla dotazione tecnica della persona, ma come risorsa importante in una prospettiva pienamente educativa. Il suo orizzonte fondante è professionale per scelta di metodo in rapporto alla domanda dei destinatari. Essa abilita alle seguenti finalità: Ø coscienza e responsabilità nei confronti di sé e degli altri; Ø intraprendenza e desiderio di mettersi alla prova; Ø creatività come modo in cui il soggetto esprime se stesso, in rapporto a bisogni/opportunità sociali; Ø relazione di cooperazione e di servizio sia in campo professionale, sia sociale, sia ambientale; Ø stimolo etico e morale ed autonoma capacità di giudizio e di azione nella realtà più vasta; Ø accrescimento continuo della conoscenza, della riflessione e della capacità di azione intenzionale, competente e dotata di senso. La metodologia L’orizzonte fondante la IeFP non può che essere immediatamente professionale in rapporto alla domanda dei destinatari e al loro successo formativo: la costruzione del patrimonio professionale della persona realizzata tenendo presente la sua dimensione integrale. L’elemento centrale del progetto di percorso formativo sarà posto nel saper fare. Il saper fare oggi è però carico di una valenza di sintesi di diversi elementi di non facile combinazione. La formazione professionale domanda, dunque, un approccio epistemologico dove il sapere ed il saper fare subiscono, nell’impatto metodologico, una inversione - rispetto alle scelte tradizionalmente proprie del sistema dell’istruzione - nella organizzazione e programmazione degli apprendimenti. Questo approccio richiede uno studio accurato in merito alla trasversalità e alla interazione e compenetrazione delle discipline e delle esperienze in ordine alla costruzione del profilo professionale. Pur riconoscendo alle discipline il merito ed il valore della sistematizzazione del sapere, la ricostruzione del loro apporto metodologico viene operata in rapporto alle esigenze di professionalità. Tale approccio metodologico consente un appiglio motivazionale nei confronti della tipologia dei destinatari che approdano alla formazione professionale. Inoltre, il riferimento alla progettualità professionale, proiettando il soggetto al lavoro, rende più concreto un investimento di energie sugli apprendimenti.Carattere fondamentale della metodologia formativa è l’integrazione tra conoscenze, abilità e capacità, al fine di delineare vere e proprie competenze che si collocano lungo un percorso formativo secondo una logica non meccanicistica, ma olistica. Il cuore della prassi formativa è la competenza; a tal fine la formazione professionale prevede una metodologia basata su compiti reali, didattica attiva, apprendimento dall’esperienza anche tramite tirocinio/stage formativo in stretta collaborazione con le imprese del settore di riferimento. Tale metodologia presenta una rilevanza orientativa, in modo da sviluppare nella persona la consapevolezza circa le sue prerogative, il progetto personale, il percorso intrapreso. La formazione professionale stimola l’intelligenza creativa e sintetica, come pure quella pratica, esperienziale, intuitiva, per scoperta e narrazione. Essa è basata su una relazione amichevole, personalizzata, centrata sull’acquisizione di competenze utili e sull’attribuzione di senso agli apprendimenti proposti. L’orientamento Nell’ambito della IeFP dovrà essere affidato all’orientamento il compito di risvegliare la capacità di creare il proprio futuro in ordine alla costruzione della propria professionalità, a vantaggio delle reali domande della persona. L’impegno di stimolare soprattutto i giovani a lavorare sul proprio progetto di vita e sulla preparazione alla propria prospettiva professionale, può significare dover dare un contributo valido perché emerga in modo determinante una specifica dimensione umana. Quella appunto del bisogno di prevedere gli eventi, anticiparli in rapporto ai propri interessi e al bisogno di impegnare la propria esistenza, in modo gratificante, a largo raggio e in cose che contano. L’intervento orientativo attraverso azioni di consulenza, percorsi individuali e di gruppo dovrà fornire un supporto in relazione a diverse situazioni di transizione connesse ai processi di formazione e lavoro.L’alternanza formativa L’alternanza formativa, nuova modalità di realizzazione del percorso formativo, introdotta dall’articolo 4 della legge 53/2003, è daconsiderare come una alternativa alla formazione a tempo pieno e interessa gli allievi di almeno 15 anni di età. La sua elaborazione richiede la definizione di un modello formativo che consenta di conseguire delle qualifiche e dei diplomi di formazione, alternando formazione e lavoro basato sull’approccio pedagogico tipico della formazione professionale (valorizzazione delle esperienze lavorative, approccio induttivo, ecc.) all’interno del quadro di standard definiti per i percorsi formativi. Da un punto di vista pedagogico, il termine alternanza si basa su: Ø un’attenzione ai processi di apprendimento del soggetto, a come la persona sviluppa e consolida le proprie competenze; Ø un’idea di apprendimento come elaborazione e costruzione dell’esperienza; Ø un riconoscimento del ruolo formativo della situazione di lavoro; Ø un’enfasi sulle funzioni diverse dalla docenza (progettazione, tutoring, ecc.). In tale processo i due contesti formativi intervengono portando ognuno le proprie peculiarità. In particolare la formazione in azienda consente di: Ø apprendere come si attua il lavoro tenendo conto delle concrete caratteristiche organizzative dell’azienda e delle caratteristiche delle persone con cui si lavora; Ø vedere come in concreto si applicano le conoscenze e le procedure apprese nella formazione extra-aziendale; Ø sviluppare, mediante la pratica, l'esperienza professionale, ossia la capacità di predisporre il lavoro e di prevederne le difficoltà ed i risultati; Ø riflettere sul lavoro svolto per individuarne i difetti e per migliorare le proprie prestazioni. Va realizzata un’intesa tra le parti coinvolte, al fine di determinare i seguenti punti: Ø il ruolo dell’azienda e della struttura formativa e le modalità di collaborazione; Ø gli aspetti ‘gestionali’ (il sostegno al reddito dell’allievo, gli incentivi per le imprese e l’assistenza tutoriale); Ø le modalità di certificazione dell’esito positivo del tirocinio e di valutazione dei crediti formativi acquisiti dallo studente. È opportuno/necessario avviare un processo di confronto ed elaborazione congiunto che consenta di giungere ad una condivisione del piano formativo in riferimento agli standard e livelli essenziali delle prestazioni definiti e comuni al percorso a tempo pieno, sulla base dei quali stipulare un protocollo di intesa che sancisca la collaborazione tra tali realtà concorrenti al buon esito del percorso. La Formazione Superiore Anche per la formazione tecnica superiore occorre procedere mediante un intervento ad hoc. Si tratta di un percorso che punta all’acquisizione di un diploma di formazione tecnica superiore, sbocco finale del cammino previsto nella filiera formativa iniziata con la qualifica e proseguita con il diploma di formazione, rispondente alle necessità del sistema economico e del mondo sociale e caratterizzato per un forte livello di competenze. A tale livello la persona, dotata di una cultura superiore, è in grado di svolgere un’attività professionale con rilevanti competenze tecnico/scientifiche e/o livelli significativi di responsabilità ed autonomia nelle attività di programmazione, amministrazione e gestione. La formazione tecnica superiore non è da confondere con le due seguenti soluzioni: a) il “sesto anno” dell’istruzione, inteso come necessario prolungamento di un percorso di diploma che è andato sempre più arricchendosi di contenuti a seguito del noto processo di “liceizzazione” degli istituti tecnici e professionali; b) un tipo di “laurea professionale” breve, finanziata dai fondi europei e regionali, che non si distingue dal percorso universitario. La formazione tecnica superiore - al contrario - rappresenta la naturale continuazione del percorso di istruzione e formazione professionale, ponendosi in continuità con il cammino che, iniziando dalla qualifica (triennio), procede poi con il diploma di formazione (un anno), per poi giungere al diploma di formazione tecnica superiore. Circa la sua durata, si prevedono da uno a tre anni formativi a seconda del settore/comunità professionale. I destinatari sono rappresentati da adolescenti e giovani in possesso di diploma formativo corrispondente per settore o comunità professionale. Si tratta del completamento del percorso formativo per i diplomati affinché acquisiscano le prerogative proprie delle figure di quadro. La governance Un sistema dal carattere educativo, istituzionale, continuativo come quello disegnato necessita di un intervento rilevante sul piano dei soggetti, delle regole e delle procedure. Soggetti È necessario delineare una mappa generale dei soggetti coinvolti nel percorso di Istruzione e di Formazione Professionale, secondo una sequenza di offerta “di filiera”, ovvero corrispondente ai diversi livelli delle differenti comunità professionali implicate. Ciò procedendo in due direzioni: - introdurre una lista di organismi coinvolti nella macro-tipologia della “formazione professionale iniziale” che richiede la presenza di un requisito spesso non considerato nei modelli di accreditamento, ovvero la presenza di una proposta educativa che sia garanzia di qualità formativa a fronte di soggetti in minore età che necessitano appunto di una presa in carico educativa; - disegnare un’offerta formativa territoriale che garantisca la copertura delle necessità e dei fabbisogni formativi, in coerenza con i bacini di utenza, eliminando incongruenze, doppioni e sopperendo alle assenze, garantendo una presenza di pari dignità tra istituti tecnici, istituti professionali, centri di formazione professionale ed agenzie formative. Regole Va definita una sistematizzazione delle regole amministrative connesse al sistema di Istruzione e Formazione Professionale, in modo da recepire le principali novità previste dalla riforma, e precisamente: - vincolare gli interventi unicamente ai profili educativi, culturali e professionali, oltre che agli obiettivi specifici di apprendimento, eliminando impostazioni ‘meccaniche’ del processo formativo e riducendo il peso delle regolamentazioni amministrative che inducono in forma surrettizia una sorta di omologazione della prassi educativa; - favorire la personalizzazione dei percorsi formativi rendendo obbligatorio il portfolio delle competenze individuali (entro cui individuare le parti relative al libretto formativo), in modo da consentire la più ampia flessibilità e responsabilità degli organismi erogativi in ordine alle metodologie, all’organizzazione, alla valutazione degli apprendimenti; - modificare i dispositivi che impongono una gestione rigida del gruppo-classe (registro) e dei percorsi degli allievi favorendo il riconoscimento dei crediti formativi e la variazione dei tempi e dei modi della formazione (consentendo ai responsabili degli istituti di riconoscere i crediti attribuendo ai titolari un numero di ore formative equivalenti a quelle svolte direttamente nell’istituto stesso). Procedure Le procedure da qualificare sono le seguenti: q accreditamento: il sistema di accreditamento va adeguato alla nuova situazione relativa ai percorsi di Istruzione e Formazione Professionale, come accennato in precedenza, e ciò in coerenza con la mappa di cui al punto successivo; q mappatura: definizione di una mappa pluralistica di organismi (istituti di varia natura) in grado di presidiare l’offerta formativa nei vari territori, in corrispondenza delle diverse comunità professionali in cui si distingue l’offerta formativa; q finanziamento: creazione di dispositivi di finanziamento che garantiscano la continuità delle azioni (secondo lo schema 3 + 1, cui far seguire percorsi di formazione tecnica superiore mirata alle realtà di eccellenza) e che siano coerenti con il principio di pari dignità tra istituti di varia natura (istituti tecnici, istituti professionali, centri di formazione professionale, agenzie formative); q coinvolgimento delle imprese: elaborazione di procedure che individuino l’impresa come un soggetto in grado di sviluppare formazione in alternanza, definendo condizioni, metodologie e risorse; q monitoraggio e valutazione permanente: inteso come raccolta sistematica di dati e prassi che favoriscano le decisioni relative alla programmazione e il miglioramento continuo del sistema; q azioni di sistema: sviluppo di reti tra organismi differenti in modo da unire le risorse al fine di combattere la dispersione scolastica, consentire il successo formativo, sviluppare una formazione di qualità; q formazione del personale: creazione di percorsi sistematici di formazione del personale in base a referenziali formativi univoci, in stretto accordo con le università, gli organismi formativi, al fine di realizzare percorsi preferibilmente in alternanza. Il canale dell’IeFP e la legge Biagi (L. 30/2003)La legge Biagi introduce nuove forme contrattuali, che consentono un inserimento lavorativo, con carattere orientativo, in cui si completa la fase di preparazione professionale. Entrambi gli aspetti, quello orientativo e quello d’approfondimento della professionalità richiedono l’attivazione di sinergie tra il periodo formativo vero e proprio e quello di primo inserimento lavorativo. Lo sviluppo di un network locale (l’ambito più adeguato appare quella provinciale) che si occupi dell’offerta formativa territoriale non può prescindere dall’inglobare anche l’offerta di lavoro, almeno quella che corrisponde alle tipologie evidenziate nella tabella che segue. Se si intende il percorso formativo come parte della crescita umana complessiva dei giovani, la transizione al mondo del lavoro è una fase che ne costituisce la naturale evoluzione. Se si accetta questa lettura delle possibili “affinità elettive” tra legge Moratti e legge Biagi, ci si deve impegnare a creare un nuovo rapporto con i giovani, magari ancora inseriti in percorsi formativi, che fanno la scelta di impegnarsi, sia pure in forme limitate, in esperienze di lavoro. Si tratta di implementare sul serio la possibilità di costruire un continuum tra set d’apprendimento e set lavorativi, di immaginare concretamente un nuovo cittadino che possa progettare la sua vita tra apprendimento e professionalità, secondo gli orizzonti della lifelong learning. Per dare una concreta attuazione a questa nuova possibilità è necessario far incontrare l’offerta di lavoro (secondo le tipologie evidenziate) e la domanda che proviene dai giovani: è ineludibile e non più procrastinabile la creazione di una forma di governo territoriale che metta in relazione formazione professionale e imprese, che analizzi ed indirizzi la programmazione dell’offerta formativa territoriale, allineandola con bisogni attuali e di medio e lungo periodo. La pluralità dell’offerta nell’IeFP La pluralità dei bisogni e della domanda dell’offerta formativa impone una pluralità di offerta e un coordinamento tra i soggetti che erogano formazione – centri di formazione professionale regionali, istituti professionali, istituti tecnici. Il dibattito e la pratica degli ultimi anni hanno esplorato concretamente forme di integrazione, interazione, autonomia dell’offerta. Un sano pragmatismo consentirebbe di accogliere che: - formazione professionale e istituti continuino ad offrire il loro servizio nel canale dell’IeFP, ciascuno caratterizzando in modo inequivocabile la propria specificità; - riconosciuto il diritto di esistere e di operare per ciascuno dei soggetti, le opzioni circa le diverse forme di relazione - integrazione, interazione, autonomia - assumono la connotazione della scelta contingente più opportuna, intendendo “la più opportuna” come la migliore garanzia per conseguire il più ampio successo formativo; - si pone inoltre, l’esigenza della modulazione dell’offerta formativa in relazione alla specificità territoriale.
Percorso
formativo-lavorativo e livelli europei La legge 53/2003 e la legge 30/2003 concorrono a definire un nuovo scenario per la formazione professionale. La tabella vuole sintetizzare in un unico sguardo d’insieme le nuove tappe del percorso formativo, i titoli corrispettivi in Italia e in Europa, i collegamenti tra percorso formativo e le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro (Dl.vo 10 settembre 2003, n.276). Il portfolio delle competenze o libretto formativo, da istituire di concerto tra MLPS e MIUR, previa intesa con la Conferenza Unificata Stato-Regioni e sentite le parti sociali, conterrà la registrazione di tutte le competenze acquisite durante la formazione in apprendistato, in contratto di inserimento, la formazione specialistica e quella continua svolta durante l'arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle Regioni, nonché le competenze acquisite in modo formale e informale secondo gli indirizzi della Unione Europea in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e certificate. Le modalità di riconoscimento dei titoli dovranno essere definite entro un anno (art. 51 Dl.vo 10 settembre 2003, n.276).
IeFP Sigla che si riferisce al canale dell’Istruzione e Formazione Professionale, istituito dalla legge 53/2003 come una delle articolazioni del II Ciclo. MIUR Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. È il Ministero a cui compete l’attuazione della legge 53/2003 e l’emanazione dei relativi decreti attuativi e regolamenti. MLPS Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. È il Ministero a cui compete l’attuazione della cosiddetta legge Biagi e l’emanazione dei relativi provvedimenti attuativi. Di recente è stato emanato il decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276. Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30. (G.U. n. 235 del 9-10-2003- Suppl. Ordinario n. 159). CONFAP La CONFAP (Confederazione Nazionale Formazione Aggiornamento Professionale) aggrega Enti ed Associazioni nazionali e regionali che operano nel campo della formazione e dell’orientamento professionale con una propria proposta formativa ispirata ai principi cristiani. La CONFAP è stata costituita nel 1974 a Roma, promossa dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), ha come riferimento lo Statuto nazionale e il Progetto Formativo. Essa si propone la salvaguardia delle garanzie istituzionali, culturali ed operative, la rappresentanza ai vari livelli, il coordinamento e la promozione di attività comuni, specie per l’aggiornamento del personale. FORMA Associazione nata ai primi di giugno 1999, riunisce tutto il mondo della formazione professionale d'ispirazione cristiana, allo scopo di presentarsi uniti nelle varie sedi istituzionali. L'Associazione rappresenta oltre il 60% della attività di formazione professionale che si svolge nel nostro Paese: oltre 830 centri, coordinati da 110 strutture regionali, 20.000 operatori - di cui 12.000 dipendenti. Aderiscono a FORMA: CONFAP, ENAIP (Acli), IAL (Cisl), CIF, EFAL (MCL), ELABORA (Confcooperative), INIPA (Coldiretti). [1] L. 62/2000 articolo. 1, comma 1. Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali. La Repubblica individua come obiettivo prioritario l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita. |
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