Position paper a partire dal “XXIX Seminario di formazione europea”

Ultima modifica: 26 settembre 2017

 

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Con l’avvio del duale è stato sottolineato il ruolo cruciale della Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) nel sistema educativo nazionale in stretta coerenza con l’impostazione della formazione professionale richiesta a livello europeo e presente in altri Paesi a noi vicini.

Da quanto risulta dal primo anno di sperimentazione, i risultati sono positivi e largamente apprezzati, seppure ristretti ad una platea ancora delimitata di allievi e non estesa a tutte le Regioni.

I percorsi del duale si rivolgono non solo ai giovani e agli adolescenti, ma anche ad una più vasta area di destinatari che pongono una domanda di formazione sempre più collegata all’occupabilità e all’imprenditorialità, anche nella forma della start-up. In tal modo si dà luogo ad una forte leva di crescita formativa della persona al fine dell’inserimento nel mondo del lavoro anche autonomo e allo sviluppo del capitale umano nelle imprese. Si incrementa l’acquisizione delle soft skills, ormai fondamentali in ragione della rapida evoluzione dei processi economici e produttivi.

Inoltre, è maggiormente valorizzata l’esperienza lavorativa sia come strumento didattico, sia come scelta metodologica per la formazione delle competenze di base e contestualmente per l’acquisizione delle competenze professionali.

Si approfondisce il rapporto tra i Centri di Formazione Professionale (CFP) e il mondo del lavoro e delle professioni, richiedendo una nuova alleanza formativa CFP-Imprese. Si sviluppano le attività di orientamento, di accompagnamento e di avvicinamento degli allievi al lavoro e le azioni di placement. È richiesto dal rapporto di partenariato e di corresponsabilità formativa, con le Imprese.

Ai CFP si domanda di partecipare ad una rete sempre più strutturata e collaborativa con tutti i soggetti che concorrono, con le proprie specifiche competenze, alle diverse fasi del duale. Alle imprese è richiesta maggiore consapevolezza, un nuovo ingaggio culturale innanzi alla questione centrale della formazione. Gli stessi linguaggi, quello della IeFP e quelli delle Imprese, sono posti in più diretta correlazione.

I CFP sono chiamati a proporre un’offerta formativa ed un sistema di servizi integrati (formazione, apprendistato, orientamento, consulenza, servizi al lavoro, formazione continua, etc.) che richiederanno il ripensamento delle stesse modalità di organizzazione, come il reperimento di ulteriori risorse dedicate e collegate alla prospettiva della polifunzionalità.

La Sperimentazione Duale evidenzia aspetti problematici. I tre strumenti adesso previsti (apprendistato, alternanza rafforzata e impresa formativa) hanno mostrato alcune criticità, soprattutto sul versante della rigidità dei modelli e dei profili giuridici e contrattuali. Appare opportuno riflettere sulla possibilità di declinare questi strumenti in modo più adeguato alla specificità della IeFP e del duale. In particolare, l’Impresa Formativa può rappresentare un utile incubatore ibrido e protetto ove far emergere le competenze necessarie per inserirsi nel mondo del lavoro.

La Sperimentazione Duale si basa su un quadro nazionale di indicazioni che sono poi rimesse alla flessibilità applicativa delle Regioni, determinando una pluralità di soluzioni che impongono ai CFP ulteriore capacità di adeguamento operativo alle istanze e alle tipicità del territorio di riferimento.

La prima esperienza del duale dimostra che occorre raccordare la IeFP più efficacemente all’evoluzione del mondo del lavoro e delle professioni, sollecitando le istituzioni competenti a procedere sulla strada dell’aggiornamento e del potenziamento del repertorio delle figure professionali in connessione con l’Atlante dei lavori e delle qualifiche. In questo processo di revisione appare opportuno coniugare stabilità e flessibilità, agendo con accortezza sull’incremento delle figure, ed assicurando maggiore flessibilità negli indirizzi e nei profili regionali.

Per affrontare in modo più efficace ed unitario le tante sfide del duale, occorre sviluppare la rete nazionale dei CFP a partire da partenariati territoriali, tuttora attivi, con le imprese, gli organismi nazionali, le agenzie e i servizi per il lavoro, e le scuole.

La Sperimentazione Duale richiede di andare a regime. Ciò comporta la necessità di affrontare per tempo le criticità sopra indicate, rispettando le competenze delle Regioni e accompagnando il processo decisionale con il parere degli enti della IeFP e delle Imprese.

Il duale si inserisce nel mutamento del contesto istituzionale e nel processo di attuazione del d.lgs. n. 61/2017, relativo alla riforma del sistema della Istituti Professionali (IP) e ai raccordi con il sistema della IeFP. La riforma sancisce la pari dignità della IeFP e precisa alcuni principi essenziali come la messa a regime del quarto anno, la prosecuzione verso gli Istituti Tecnici Superiori (ITS), il corso annuale per l’esame di Stato, la cessazione della sussidiarietà integrativa e una più rigorosa disciplina della sussidiarietà complementare.

In questo quadro, è necessario che la filiera formativa dell’IeFP sia garantita in tutto il territorio nazionale, sia adeguatamente strutturata in un’ottica verticale compiuta, dal 3° al 5° livello EQF, e sia opportunamente raccordata alla formazione continua.

Il percorso avviato con la Sperimentazione Duale costituisce un richiamo politico e sociale per la formazione e l’accompagnamento dei giovani ad un lavoro degno, elemento integrale e fondante della dimensione umana. Tema che sarà dibattuto nel contesto della 48ª Settimana Sociale dei cattolici italiani che si celebrerà a Cagliari nel prossimo ottobre.

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Intervento Monsignor Santoro

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