Giornata del formatore

Giornata del formatore

Il 6 Marzo 2019 nella sede del CIOFS-FP di Padova si è tenuta la Giornata del Formatore per i Centri di Veneto e Friuli.

Tema della giornata: “Lavoro e dignità della persona in un contesto di forte fragilità dei nostri giovani”, con il contributo di don Vincenzo Salerno, direttore della comunità per minori “La Viarte” di Santa Maria la Longa.

Don Vincenzo ha messo in risalto alcune tematiche fondamentali: la Comunità del pensiero (impostare un cammino sulla valutazione che sappia motivare i ragazzi verso il meglio di sé), la Comunità di pratiche (dove ci si passa il mestiere e dove si mettono in pratica alcune virtù personali) e infine, l’aspetto Comunitario del sapere (il confronto con l’altro non cambia le proprie idee, ma cambia il modo di approcciarsi al mondo, affinché la divergenza di idee crei un punto di incontro reale).

Don Vincenzo sostiene che “rifare comunità oggi è un impegno importante, anche con le famiglie” e spera di “Trovare il modo di ricomporre l’alleanza educativa, soprattutto attraverso le scuole”. Infine, ha affrontato il problema che affligge maggiormente i giovani in questo momento, ovvero, la mancanza di motivazione.

Legata al lavoro e alla dignità personale è la fragilità dei ragazzi che causa un senso di inadeguatezza verso il futuro. Anticipare le tappe e andare a lavorare subito non sempre fa bene, perché si rischia di bruciare l’attesa che è fondamentale per un percorso formativo.

Bisogna rassicurare i giovani, incoraggiandoli ad aver fiducia nel futuro, perché le cose cambiano e le opportunità si creano. Certamente, non basta solo credere ma bisogna anche agire.

Tra dignità e lavoro c’è un connubio indissolubile; perché il lavoro è luogo di dignità.

L’educazione al lavoro è anche una questione di discernimento educativo. È fondamentale far acquisire ai giovani competenze trasversali, mediante l’apporto delle skills.

Si può pensare ad una scuola per gli ultimi per poi arrivare ai primi. Come diceva Don Bosco, l’autorità dell’educatore deve presentarsi all’allievo come incarnazione della ragione, ma senza mai perdere l’autorevolezza che permette di aprire il cuore ai giovani.

Don Bosco ai ragazzi più dotati affidava altri più in difficoltà: per lui le competenze cooperative erano scontate; la sua era una formazione a tutto tondo.

Lo scopo di questa giornata era abilitarci piano piano a diventare comunità di apprendimento, dove le buone pratiche vengano trasmesse e attorno ad esse i collegi docenti si ritrovino e camminino.