Dottorato sulla IeFP all’UPS

Dottorato sulla IeFP all’UPS

LE COMPETENZE TRASVERSALI PERSONALI COME FONDAMENTO DELLA PREPARAZIONE DEI GIOVANI ALL’INSERIMENTO NEL MONDO DEL LAVORO: 

il 24 gennaio è stata discussa all’ Università Pontificia Salesiana un’interessantissima tesi di Dottorato in Scienze dell’Educazione.

Czeslaw LENCZUK ha analizzato alcuni progetti formativi degli Enti di Formazione Professionale della Regione Lazio, in particolare del CIOFS-FP, e ha fatto uno studio molto approfondito sulle competenze trasversali presenti in tali progetti.

Obiettivo ed Ipotesi

Guardando la difficile situazione occupazionale dei giovani in Italia vengono in mente varie cause e vari problemi che conosciamo dai giornali o dalla nostra esperienza di vita. Una delle criticità nel processo di inserimento lavorativo dei giovani è il disallineamento (mismatch) di competenze nella relazione tra domanda e offerta: cioè la richiesta da parte di neo laureati e giovani lavoratori, e l’offerta di impiego da parte del mercato del lavoro. Dagli studi di vari autori e di organizzazioni competenti in materia, nonché dalla nostra indagine, emerge che esiste una forte interdipendenza tra le competenze trasversali e l’inserimento dei giovani nel mondo del lavoro. Oggi, secondo le ricerche, le competenze trasversali vengono considerate necessarie per qualsiasi occupazione. La parte importante della formazione, cioè la immediata preparazione di giovani al lavoro, viene svolta nei Centri di Formazione Professionale. Quindi, i CFP con i loro programmi formativi, si ipotizza, dovrebbero in qualche modo sentirsi co-responsabili dello sviluppo delle soft skills nei loro allievi e, conseguentemente, della loro occupabilitá.

Gli studi presentati da noi nel quadro teorico del lavoro suggeriscono che esiste una relazione tra l’occupabilità e le soft skills sviluppate dalle persone. Basandosi su questo assunto vogliamo presentare la seguente ipotesi:

Le competenze trasversali sono incluse nei documenti riguardanti la formazione professionale e nelle proposte di intervento formativo per favorire l’occupabilità (ottenere e di sostenere l’impiego) dei giovani di oggi.

Per verificare questa ipotesi abbiamo deciso di analizzare alcuni documenti ed i programmi formativi di CFP (della gestione privata e pubblica) nella Regione Lazio, in vista della presenza delle competenze trasversali. Quindi, affermare la loro presenza o assenza è stata l’oggetto della nostra analisi più approfondita.

Conclusione

Siamo consapevoli che questa ricerca non può essere un panaceum per l’occupabilità dei giovani, ma speriamo che si inserisca nel discorso sulle cose che si possono fare a livello di istituzione individuale (ogni CFP) e nell’insieme delle istituzioni (CNOS-FAP, CIOFS-FP, Roma Capitale) per fronteggiare e favorire la crescita delle soft skills, molto richieste dal mondo del lavoro e quindi attese dai singoli studenti.

Tuttavia, siamo contenti di aver analizzato i vari documenti. La validità delle motivazioni ed intuizioni iniziali è stata confermata dalla nostra ricerca. Quindi, siamo in grado di dichiarare che i documenti, visti da noi, in vari gradi contengono le soft skills elencate nella lista della nostra scheda. Non possiamo etichettare i documenti come se non contenessero le competenze richieste, perché essi non sono stati scritti in vista della Raccomandazione del Consiglio europeo. La lista proposta dall’UE nel 2011, non è affatto perfetta. Come non esiste il consenso in favore dell’unica definizione del concetto di competenza, così non ci sarà mai una lista perfetta delle competenze. Naturalmente, è più facile descrivere le competenze matematiche o tecnico-professionali. Forse nell’avvenire ci sarà la soluzione in termini di liste delle soft skills a seconda dell’età, del livello di educazione, di tipo di lavoro e professione, ecc. Con certezza possiamo dire, che le competenze non sono statiche, e che il dinamismo è, in qualche modo, inscritto in esse. Le competenze non finiscono mai, sono sempre in crescita, in progress. Pertanto, non si può dire, che questa è una discussione finale sulle competenze o la definizione data una volta per tutte. La competenza è dinamica, quindi, in continua evoluzione. Una persona che è competente oggi potrebbe non essere competente domani, se non è in costante interazione con il proprio ambiente, o non presta attenzione ai cambiamenti e all’obsolescenza delle conoscenze, delle competenze, delle tecniche e degli strumenti della propria professione. Quindi, qualsiasi competenza deve essere coltivata, altrimenti, perde l’efficienza e progressivamente diminuisce il suo valore.

L’esperienza di fare questa ricerca sulle competenze, ci ha resi consapevoli di una realtà vasta e, soprattutto invisibile, che per diventare visibile e misurabile, deve materializzarsi o concretizzarsi hic et nunc. Allo stesso tempo, dobbiamo ammettere che il nostro studio ha fatto emergere solo la cima dell’icerberg. Quindi, vorremmo continuare lo studio sulle competenze e sul loro ruolo indispensabile nell’inserimento nel mondo del lavoro.

In conclusione, si spera che questo elaborato serva anche ad aumentare la consapevolezza (awareness), nei soggetti interessati al futuro ‘fruttuoso e dignitoso’ dei giovani. Si spera, inoltre, che le soft skills contribuiscano ad accrescere l’occupabilità e facciano, realmente, da ponte tra scuola e lavoro.

(dall’estratto della tesi di Czeslaw LENCZUK)