Contro le mafie

Contro le mafie

Giovedì 21 marzo si è svolta a Padova la XXIV Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, promossa da Libera. Quest’iniziativa nazionale ha coinvolto tre regioni: Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto Adige.
Tra le migliaia di cittadini che hanno sfilato, spiccavano gli allievi del CIOFS-FP di Padova che hanno attraversato la città dietro un grande striscione con la scritta “LA MAFIA UCCIDE IL SILENZIO PURE”.
Il passaggio a Nord Est di Libera è un’occasione di riflessione per questo territorio e si propone di  affrontare responsabilmente il dovere di fare memoria nel Triveneto  per parlare e riflettere di giustizia sociale, ambientale ed ecologica in quei territori dove la strutturazione locale del fare impresa, degli scambi commerciali, culturali e sociali esistenti, ha prodotto ricchezza e prospettive possibili e, nel medesimo tempo, è si è trasformata in una calamita per gli interessi e le strategie espansive delle organizzazioni mafiose.
Adulti, ragazzi e bambini con in mano bandiere colorate, striscioni e foto delle vittime, tutti presenti per dire che le mafie uccidono anche nel nordest.
Durante la giornata sono stati letti oltre 1000 nomi di vittime innocenti delle mafie, semplici cittadini, magistrati, giornalisti, appartenenti alle forze dell’ordine, sacerdoti, imprenditori, sindacalisti, esponenti politici e amministratori locali morti per mano delle mafie solo perché, con rigore, hanno compiuto il loro dovere. “Vittima di mafia” diventa non solo chi è ucciso, ma anche, oltre al parente o consanguineo, qualsiasi persona che con la vittima aveva un rapporto di vicinanza ed amicizia.
Esaminando il problema, è necessario considerare che esistono vittime della mafia “mafiose”, vittime “anti mafiose” ed infine, “le vittime innocenti”, che si trovano senza rendersene conto all’interno di una situazione a loro del tutto estranea, (testimoni occasionali).
A seguire, il messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha richiamato l’urgenza di “Liberare la società dalla mafie. È un traguardo doveroso e possibile che richiede a tutti impegno, coscienza e coerenza”. C’è bisogno, ha avvertito Mattarella, di “Verità e giustizia” invitando tutti “Al rifiuto delle violenze e delle oppressioni criminali”.
A conclusione della Giornata anche il presidente di Libera don Luigi Ciotti, è intervenuto “La gratitudine ve la esprimono le persone che non ci sono più. La memoria viva si deve tradurre tutti i giorni in responsabilità e impegno, non è un evento. Bisogna stringersi intorno a quelle famiglie perché il loro dolore non finirà mai” e ancora, “Dobbiamo alzare la voce mentre tanti scelgono un prudente silenzio. Le mafie – ricorda don Ciotti – sono presenti in tutto il territorio nazionale, come dice il rapporto che è stato fatto dal parlamento. Si sono rese più flessibili e reticolate, sono loro che fanno rete e crescono nelle alleanze. Per combatterle servono leggi più forti e categoriche. La mafia è un avversario difficile da scoprire ma dobbiamo essere riconoscenti al lavoro di magistratura e forze di polizia. Non dobbiamo lasciarli soli e la politica deve dare strumenti: ci vogliono meno leggi e più legge nel nostro Paese. E ci vuole una risposta di cittadini responsabili che si assumano la loro parte di responsabilità. La democrazia chiede a ciascuno di noi di fare la sua parte”. Concludendo il suo intervento don Ciotti ha ricordato le parole pronunciate da Papa Francesco il 21 marzo 2014 in occasione di un incontro con l’associazione Libera: “E sento che non posso finire senza dire una parola ai grandi assenti, oggi, ai protagonisti assenti: agli uomini e alle donne mafiosi – disse il Papa – per favore, cambiate vita, convertitevi, fermatevi, smettete di fare il male”!.
È fondamentale formare una coscienza critica di una società sana dove i cittadini non hanno paura di scegliere da che parte stare. Non bisogna restare indifferenti alle ingiustizie quotidiane, bisogna vincere l’omertà.
La mafia ha una spiccata cultura del “potere”, ma il  potere in una realtà sociale democratica  è detenuto attraverso il consenso e la legittimità e, non è dunque, sinonimo di potenza.
La mafia verrà mai sconfitta? È necessario che ciascuno di noi comprenda il valore della legalità, intesa come rispetto delle regole alla base della vita civile.
Secondo Giovanni Falcone “ La mafia è un fenomeno umano e come tutti i fenomeni umani ha un principio, una sua evoluzione e avrà quindi anche una fine”.