Building future on PEACE

Building future on PEACE

Dal 22 al 26 luglio 2019 si è tenuta ad Assisi, presso Casa Leonori, la Summer School “Building future on PEACE”, che ha visto in prima linea la partecipazione dei ragazzi del Servizio Civile.
La Summer School “Building future on PEACE” si è svolta sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e con il patrocinio della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, della Provincia di Perugia, della città di Assisi e del Forum Etica Civile.
Le tematiche trattate, si sono incentrate sul tema della “PACE”, sulla possibilità di costruire un futuro di pace per il mondo a partire dall’impegno responsabile di ogni cittadino per rigenerare i territori ed edificare comunità inclusive e solidali, approfondendo argomenti che riguardano “Le enormi sofferenze provocate dal terrorismo”, gli “Attacchi armati imprevedibili”, “Gli abusi sui migranti”, “La devastazione dell’ambiente”. Tutto quello che si ottiene, hanno ribadito i relatori, è una spirale di “Conflitti letali”.
Le giornate sono state scandite da attività di laboratorio, realizzate dai ragazzi e dalla trattazione da parte di celeberrime figure ecclesiastiche, giuridiche e politiche, di tematiche di attualità:

  • Quale pace? Il ruolo delle Nazioni Unite e i conflitti dimenticati;
  • Europa: progetto di pace;
  • Laboratorio: Tecniche e strumenti di peace-building;
  • Pace, diritti e sviluppo sostenibile;
  • Dal villaggio globale alla città: per una convivialità delle differenze;
  • Laboratorio: Costruire la pace nel quotidiano;
  • Convegno pubblico: Building future on peace.

I lavori si sono conclusi con la presentazione del “Manifesto per un futuro di pace”, redatto dai ragazzi e presentato il 26 luglio 2019 nell’ambito di un convegno pubblico finale, tenutosi presso la Sala della Conciliazione in Assisi.

UNA BELLISSIMA TESTIMONIANZA:

“Un’esperienza decisamente coinvolgente e ricca di emozioni.
Ho avuto l’opportunità di affrontare i temi più preponderanti del nostro tempo , non solo tramite le sessioni gestite dai relatori, ma anche attraverso il coinvolgimento in attività di gruppo. Particolarmente significativa è stata “Tecniche di laboratorio teatrale”. Dopo averci consegnato delle cuffie, i ragazzi dell’associazione “Non dalla Guerra” ci hanno fatto ricostruire la straziante drammaticità di quelle persone, i migranti, che navigano pencolando nel buio di un grembo troppe volte infausto e tempestoso nella speranza di poter essere accolti nelle terre di arrivo. Durante quest’attività noi, istruiti dalla voce guida delle cuffie, abbiamo “Prestato le spoglie” a quelle anime che condividono tutte, ciascuna a modo proprio, ferite, vissuti e personalità non dette, anche se rivelate dalla profondità di uno sguardo. Questo tipo di approccio, così diretto e incisivo, non ristagna nell’indifferente quotidianità di notizie spesso distorte e in grado di giungere solo alle orecchie, ma viaggia su ben altre frequenze liberandosi dagli sterili schemi, il più delle volte dannosi, di una ripetitività esacerbata dalle tensioni generate da falsi spettri. Pertanto, potremo iniziare a parlare di PACE solamente quando noi tutti comprenderemo che la diversità è un dono, non una minaccia.
Un sentito ringraziamento a questi ragazzi straordinari, ai compagni e a tutti coloro che hanno reso possibile questo magnifico percorso di maturazione e di crescita”.

Sara